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Puglia Green Hydrogen Valley

L’hub pugliese per la produzione 
di idrogeno verde a Brindisi e Taranto

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Puglia Green Hydrogen Valley

L’hub pugliese per la produzione 
di idrogeno verde a Brindisi e Taranto

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Puglia Green Hydrogen Valley

L’hub pugliese per la produzione 
di idrogeno verde a Brindisi e Taranto

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Puglia Green Hydrogen Valley

La Puglia Green Hydrogen Valley (PGHV) è una delle prime iniziative italiane per la produzione di idrogeno verde su larga scala, e prevede la realizzazione di due impianti nelle aree di Brindisi e Taranto.

Il progetto è costruito attorno alle caratteristiche pressoché uniche in Italia del territorio pugliese per ospitare una Hydrogen Valley e delle sue principali necessità di decarbonizzazione, e abbraccia l’intera catena del valore dell’idrogeno verde, dalla produzione di energia rinnovabile per alimentare gli elettrolizzatori fino agli utilizzatori finali dell’idrogeno verde. L’obiettivo è duplice: accelerare la diffusione di questo vettore all’interno del mix energetico nazionale e favorire la decarbonizzazione del settore industriale pugliese, in particolare del polo siderurgico di Taranto.

L’impianto di Brindisi, che oggi si trova in fase avanzata di sviluppo, ha una capacità di elettrolisi pari a 60 MW mentre il polo di Taranto ha una potenza superiore, pari a 100 MW. I due siti saranno alimentati da impianti rinnovabili dedicati – sviluppati sia direttamente dalla società veicolo Puglia Green Hydrogen Valley che dal Gruppo Edison – e dall’acqua proveniente dai depuratori dall’Acquedotto Pugliese, e una volta a regime avranno una produzione complessiva stimata pari a 250 milioni MNmc/anno.

Lo sviluppo del progetto è a cura di una società di scopo – la Puglia Green Hydrogen Valley PGHyV S.r.l. – partecipata da Edison, azionista industriale di riferimento (50%), Sosteneo Energy Transition Fund (40%), società dell’ecosistema Generali Investments focalizzata su progetti infrastrutturali per le rinnovabili e sistemi innovativi legati alla transizione energetica, e Saipem (10%) leader globale nell'ingegneria e nella costruzione di grandi progetti nei settori dell'energia e delle infrastrutture. La società gode inoltre del sostegno di DRI D’Italia S.p.A. – società partecipata al 100% da INVITALIA, che si propone di utilizzare idrogeno verde in impianti di produzione di preridotto.

Territorio

Il contesto industriale, sociale e territoriale della Puglia è al centro del processo di sviluppo e di realizzazione della Puglia Green Hydrogen Valley.

L’iniziativa si inserisce positivamente nella Strategia Regionale per l’Idrogeno, #H2Puglia2030, approvata nel 2022 con il D.g.r. n. 1799, che individua 5 ambiti dell’economia dell’idrogeno, sviluppati in una logica di filiera:

  • produzione, stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno;
  • hard-to-abate;
  • mobilità e trasporti;
  • diversificazione produttiva, ricerca, sviluppo e innovazione;
  • azioni trasversali.

Le azioni convergono in una visione progettuale più ampia nell’ambito del Progetto Bandiera “Hydrogen Valley”, attraverso il quale la Regione punta a diventare un hub energetico di primo piano dell’idrogeno verde.

La Puglia Green Hydrogen Valley parte quindi dagli specifici bisogni locali e fa leva sugli asset del territorio, quali l’esistenza di un contesto normativo favorevole, la leadership a livello nazionale nelle fonti rinnovabili e le competenze locali nella filiera dell’idrogeno. La PGHV è stata infatti identificata dalla Puglia come un’opportunità strategica per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di transizione energetica che la Regione si è prefissata, come la decarbonizzazione del proprio settore industriale e in particolare del polo siderurgico tarantino.

In quest’ottica sono state coinvolte importanti realtà regionali, come l’Acquedotto Pugliese (“AQP”) con il quale è stata avviata una collaborazione per:

  • la messa a disposizione da parte di AQP dei volumi di acque reflue, provenienti dai depuratori gestiti dallo stesso, e
  • la messa a disposizione da parte di PGHV ad AQP di quota parte dell’ossigeno che sarà prodotto dagli impianti H2 per destinarlo al ciclo industriale di depurazione delle acque gestito da AQP,

il tutto in una logica circolare di sostenibilità, innovatività ed efficienza, anche mediante il possibile sviluppo di un ecosistema digitale su scala reale per il monitoraggio e la gestione degli impianti H2.

Puglia Green Hydrogen Valley

L’obiettivo è da un lato massimizzare le sinergie territoriali, dall’altro favorire lo sviluppo di competenze per la creazione di una filiera locale.

Il Progetto Puglia Green Hydrogen Valley, inoltre, risulta sinergico a un altro progetto chiave che insiste sul territorio pugliese: la realizzazione di un gasdotto per il trasporto dell’idrogeno tra Brindisi e Taranto, promosso da Snam e facente parte, così come la PGHV, dei progetti beneficiari del finanziamento IPCEI “Hy2Infra”. Il progetto di Snam prevede il repurposing di condotte esistenti (85 km) e l'installazione di nuove tubazioni per una lunghezza totale di circa 110 km inserendosi poi nella più ampia iniziativa di sviluppo del SoutH2 Corridor, un corridoio di gasdotti pronti per l'idrogeno che collegherà il Nord Africa all'Europa centrale e consentirà di collegare la PGHV alla rete delle Hydrogen-Valley europee.

Processo

Una Hydrogen Valley è un ecosistema che combina produzione, trasporto e utilizzo dell’idrogeno all’interno di un ambito geografico definito, con l’obiettivo di creare una filiera integrata su tutta la catena del valore dell’idrogeno per dar vita a sinergie positive nel contesto locale e nazionale.

Tutto inizia dalla produzione di energia elettrica per l’alimentazione del processo di elettrolisi, che nel caso dell’idrogeno verde deve essere 100% rinnovabile e può essere prodotta tramite impianti rinnovabili dedicati. Questi possono essere collegati direttamente agli elettrolizzatori, oppure indirettamente sfruttando la rete elettrica nazionale e garantendo l’approvvigionamento di energia green agli elettrolizzatori tramite Power Purchase Agreement (PPA): accordi di fornitura dell’energia rinnovabile a medio e lungo termine che regolano il trasferimento dell’energia tra il soggetto produttore – che sviluppa e possiede l’impianto rinnovabile – e il soggetto acquirente.

Puglia Green Hydrogen Valley

L’energia elettrica rinnovabile così generata viene utilizzata insieme all’acqua per alimentare gli elettrolizzatori, all’interno dei quali avviene l’elettrolisi, un processo molto semplice che non genera alcuna emissione di gas serra o altri inquinanti.

L'idrogeno viene ottenuto facendo passare corrente elettrica in acqua contenente un elettrolita. In questo modo le molecole di acqua, per effetto della differenza di potenziale fornita attraverso un circuito elettrico esterno all'elettrolizzatore, si dissociano, e gli atomi di ossigeno e idrogeno passano da una struttura molecolare (H2O) a una diatomica (H2 e O2). L'idrogeno viene prodotto dal catodo, il polo negativo della cella elettrolitica, mentre l'ossigeno viene prodotto dall'anodo dell'elettrolizzatore, il polo positivo

In base alla tipologia e al settore di appartenenza degli utilizzatori dell’idrogeno (industria o mobilità) e alla pressione di produzione degli elettrolizzatori, il gas può essere utilizzato direttamente nel processo produttivo oppure richiede una fase di compressione. Qui il volume del gas viene ridotto per poi essere immagazzinato (a media e alta pressione nel caso di utilizzo in ambito mobilità) oppure immesso nella rete di trasporto per alimentare gli utenti finali.

Finanziamenti europei

La Puglia Green Hydrogen Valley è risultata aggiudicataria di un finanziamento nell’ambito del bando IPCEI (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo) “Hy2Infra” per un importo fino a 370 milioni di euro, a conferma della sua strategicità e concretezza. Hy2Infra è la terza wave dell’IPCEI per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture dell’idrogeno in Europa e ha visto coinvolte 32 aziende e un totale di 33 progetti. Puglia Green Hydrogen Valley è uno dei tre progetti italiani ad aver ottenuto il finanziamento.

Si prevede che il finanziamento europeo sbloccherà ulteriori 5,4 miliardi di euro di investimenti privati, per un totale di oltre 12 miliardi di euro che sosterranno non solo gli investimenti iniziali ma anche i costi delle successive fasi operative.