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Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Incentivi e opportunità per rendere più sostenibili i processi produttivi delle industrie

04 dicembre 2025
Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Incentivi e opportunità per rendere più sostenibili i processi produttivi delle industrie

04 dicembre 2025
Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Incentivi e opportunità per rendere più sostenibili i processi produttivi delle industrie

04 dicembre 2025
Fondo Transizione Industriale: focus su sostenibilità, energia e innovazione

Fondo Transizione Industriale: che cos’è

Le imprese industriali che vogliono investire nella tutela ambientale e nella riduzione dell’impatto energetico dei propri processi produttivi possono contare su un’apposita misura: il Fondo per il sostegno alla transizione industriale. Si tratta di uno strumento che si pone l’obiettivo esplicito di favorire l’adeguamento del sistema industriale italiano alle politiche europee contro i cambiamenti climatici. Per la precisione, quello in vigore attualmente è il terzo bando del Fondo di Transizione Industriale, regolato dal Decreto direttoriale del 18 luglio 2025, pubblicato l’8 agosto sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che stabilisce termini e modalità di presentazione delle domande per accedere agli incentivi, previsti nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 2.

Un Fondo per accelerare la transizione industriale e per ridurre consumi ed emissioni nelle imprese
operatore fotovoltaico

Più nel dettaglio, il Fondo sostiene i programmi di investimento delle imprese industriali in tre diversi ambiti: il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi produttivi, l’autoproduzione di energia e l’utilizzo in modo più efficiente delle risorse a disposizione. Per quanto riguarda il risparmio energetico, il Fondo premia il conseguimento nell’unità produttiva oggetto di intervento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa. Sul fronte dell’autoproduzione energetica è invece stabilita l’ammissibilità di spese accessorie, nel limite del 40%, connesse all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come il fotovoltaico) o di idrogeno rinnovabile, di impianti di cogenerazione ad alto rendimento e di impianti per lo stoccaggio di energia. Infine, per quanto riguarda l’uso efficiente delle risorse, il Fondo Transizione Industriale fa esplicito riferimento a programmi volti a consentire una maggiore efficienza nell’utilizzo di risorse nell’esecuzione dell’attività d’impresa. Dietro questa formula si intende soprattutto la riduzione dei consumi di materie prime o della loro sostituzione con materiali riciclati o recuperati.

Quali sono i soggetti beneficiari e gli ambiti ammissibili

Ma chi può accedere al Fondo Transizione Industriale? La buona notizia è che non sono previsti né limiti dimensionali né criteri particolarmente stringenti. Possono infatti presentare domanda tutte le imprese manifatturiere, di qualsiasi dimensione, con almeno una sede in Italia e in regola sotto il profilo giuridico. Da segnalare che ogni impresa può presentare una sola domanda di agevolazione per singola unità produttiva. È facoltà, inoltre, di ogni azienda presentare più domande di agevolazione a condizione che riguardino diverse unità produttive. Come accennato in precedenza, il prerequisito fondamentale per accedere agli incentivi del Fondo Transizione Industriale è l’implementazione di soluzioni e tecnologie che siano in grado di consentire una maggiore efficienza energetica e/o un uso più efficiente delle risorse. Un altro requisito importante è che i progetti siano avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo, nonché prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra tre milioni di euro e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (con una eventuale proroga non superiore a 12 mesi). Entro tale termine dovrà intervenire anche l’entrata in funzione e la piena operatività degli investimenti oggetto dei programmi di sviluppo agevolato.

Incentivi e agevolazioni: la dotazione e l’ambito finanziario

Il terzo bando del Fondo Transizione Industriale può contare su una dotazione piuttosto cospicua, pari a 134 milioni di euro complessivi, garantiti dai fondi della misura M2C2 – 5.1, sottoinvestimento 1 del PNRR «Sostegno al sistema di produzione per la transizione ecologica, le tecnologie a zero emissioni nette e la competitività e la resilienza delle catene di approvvigionamento strategiche». Da rilevare che dei 134 milioni di euro complessivi, il 40% dovrà essere destinato alle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e il 50% riservato alle imprese energivore, cioè ad alta intensità energetica.

Politica industriale: la transizione ecologica alla base del Fondo Transizione Industriale 2025

Il Fondo di Transizione Industriale è strettamente connesso a un’idea di transizione ecologica per il mondo industriale, cioè alla volontà di spingere le aziende del settore secondario a modificare i propri modelli produttivi per ridurre l’impatto ambientale e aumentare la sostenibilità. Non a caso, nel Fondo Transizione Industriale è prevista esclusivamente l’incentivazione di programmi e interventi che abbiano chiari obiettivi di miglioramento dei processi esistenti in termini di tutela ambientale. Tanto che è stabilito che gli interventi incentivati non debbano determinare un aumento della capacità produttiva complessiva del beneficiario. Sono comunque fatti salvi gli aumenti di capacità derivanti da esigenze tecniche, qualora non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente all’intervento. Allo stesso tempo, non sono ammessi interventi meramente volti a garantire l’adeguamento dell’unità produttiva alle norme dell'Unione in vigore o a normative nazionali in materia.

L’importanza strategica di migliorare l’efficienza energetica dei processi produttivi

Tra i tre ambiti al centro del Fondo di Transizione Industriale c’è sicuramente l’efficienza energetica: gli interventi incentivati devono consentire il conseguimento, nell’ambito dell’unità produttiva oggetto dell’intervento, di un livello più elevato di efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa e non devono essere realizzati per conformarsi a norme dell'Unione adottate e in vigore. L’efficienza energetica in ambito industriale deve essere intesa come la capacità di utilizzare una quantità di energia inferiore per ottenere lo stesso risultato (ovvero di output industriale). Chiaramente, tutto questo presuppone che si debba conoscere e misurare con esattezza e precisione la quantità di energia consumata prima e dopo l’intervento di efficientamento. Non a caso, il Fondo Transizione Industriale prevede che tutti i programmi incentivati siano supportati da una relazione tecnica, realizzata da soggetti qualificati, che analizzi lo stato dell’arte dell’unità produttiva, gli interventi per il conseguimento degli obiettivi ambientali e risultati attesi.

La necessità di utilizzare in modo più efficiente le risorse

Un altro pilastro del Fondo di Transizione Industriale è quello di promuovere un uso più efficiente delle risorse. Tale migliore efficienza può essere ottenuta attraverso la riduzione netta delle risorse (ad eccezione dell’energia) consumate per la produzione di una determinata quantità di prodotto, nonché con la sostituzione di materie prime o feedstock primari con materie prime o feedstock secondari (riutilizzati o recuperati, compresi quelli riciclati). Non solo: nell’incentivazione sono anche ricompresi tutti quegli interventi volti a migliorare la prevenzione e la riduzione della produzione di rifiuti, la decontaminazione e riciclo dei rifiuti generati dal beneficiario, nonché tutti gli investimenti per la preparazione per il riutilizzo, la decontaminazione e il riciclo dei rifiuti generati da terzi.

Alcuni esempi di possibili interventi

Entrando nel concreto ci sono diverse tipologie di interventi e programmi che possono essere finanziati attraverso il terzo bando del Fondo di Transizione Industriale. Tra le varie voci, sono ammesse spese relative a:   

  • suolo aziendale (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile);
  • opere murarie funzionali agli obiettivi ambientali (fino al 40%);
  • impianti e attrezzature nuove;
  • software, brevetti e licenze;
  • formazione del personale, connessa al progetto.

Come già accennato in precedenza, non sono invece ammessi interventi che rispondono a obblighi normativi già previsti, come quelli derivanti da diagnosi energetiche obbligatorie per le imprese energivore.

Gli impianti da fonti rinnovabili

Il Fondo per la Transizione Industriale 2025 supporta gli investimenti delle imprese manifatturiere nelle energie rinnovabili e in altre iniziative di transizione ecologica, come l'efficienza energetica, con contributi a fondo perduto. In particolare, le imprese possono finanziare progetti per l'autoproduzione di energia rinnovabile, tra cui gli impianti fotovoltaici, con l'agevolazione che può arrivare fino al 45% del costo sostenuto. Per tutte le altre tipologie di investimento (come, ad esempio, lo stoccaggio) il sostegno previsto dal terzo bando del Fondo si ferma invece al 30%.

Gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento
cogenerazione

Tra gli interventi per l’autoproduzione finanziati dal Fondo di Transizione Industriale 2025 rientra la cogenerazione ad alto rendimento. Si tratta di una tecnologia, conosciuta in inglese come CHP (Combined Heat & Power) ampliamente usata in ambito industriale, che consente la contemporanea autoproduzione di elettricità e calore, assicurando così anche un significativo incremento dell’efficienza energetica.  Gli investimenti in impianti di cogenerazione classificati come ad alto rendimento (CAR) possono godere con il Fondo di incentivi fino al 45%. Le imprese industriali possono includere nella domanda anche le spese connesse all'installazione, fino a un limite del 40% del costo complessivo del progetto di efficientamento.

I progetti per l’utilizzo di materiali riciclati o recuperati

Come abbiamo già accennato in precedenza, il Fondo sostiene direttamente un uso efficiente delle risorse in ambito industriale, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate. In particolare, per queste tipologie di progetti relativi all’uso efficiente delle risorse, le imprese possono recuperare fino al 40% degli investimenti, grazie agli incentivi previsti dal fondo. Anche in questo caso, i programmi di investimento devono essere volti al perseguimento, in via esclusiva, di un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali.

I vantaggi del Fondo Transizione Industriale per le imprese energivore

Le imprese energivore sono quelle ad elevato consumo di energia, nelle quali – in particolare – le spese correlate incidono per almeno il 3% del fatturato aziendale complessivo. Si tratta delle imprese che maggiormente hanno pagato in questi anni l’aumento dei costi dell’energia e che sono più esposte alla concorrenza internazionale. Proprio in considerazione di questa situazione, che coinvolge imprese industriali di comparti significativi per la nostra economia (cartiere, acciaierie, industrie meccaniche e alimentari, ecc), il terzo bando del Fondo Transizione Industriale prevede che il 50% delle risorse complessive del fondo (dunque 67 milioni di euro) sia riservato alle imprese energivore (individuate nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA).

Focus sull’efficienza energetica industriale

In Italia le imprese industriali hanno sempre investito in soluzioni di efficienza energetica, per ovviare agli elevati costi dell’energia che caratterizzano il nostro Paese. Ciò non toglie che molto possa essere ancora fatto, vista l’evoluzione delle tecnologie e le maggiori rigidità delle normative ambientali. Ad esempio, le imprese industriali hanno sempre la possibilità di dotarsi di motori elettrici più efficienti rispetto a quelli in dotazione o di sistemi che consentano una maggiore valorizzazione del calore di scarto. In ogni caso, un caposaldo dell’efficienza energetica è che tutti questi miglioramenti vanno misurati, cioè il risparmio energetico conseguito alla situazione di partenza deve essere stabilito con certezza. Non a caso, la formazione delle graduatorie del Fondo prevede un parametro basato sull’efficientamento marginale (in termini di risparmio di energia e risorse) rispetto alla situazione ante intervento delle seguenti unità di misura:

  • Energia risparmiata (TEP);
  • Energia autoprodotta (TEP);
  • Risorse risparmiate nel processo (TON).
Focus sulla diffusione delle energie rinnovabili

Per le imprese industriali l’investimento nelle energie rinnovabili può consentire l’autoproduzione di una fetta più o meno cospicua del proprio fabbisogno energetico, limitando così l’acquisto dai fornitori e, soprattutto, le fluttuazioni dei prezzi tipiche di questi ultimi anni.  Non di meno, l’investimento in impianti rinnovabili rappresenta un biglietto da visita importante di un impegno aziendale in direzione della sostenibilità ambientale. Eppure, i costi di investimento iniziale degli impianti possono scoraggiare le imprese, spaventate soprattutto dai tempi di payback superiori rispetto a quelli abituali. Diventa dunque importante approfittare di incentivi come quelli offerti dal Fondo di Transizione Industriale che, coprendo il 40% del costo degli incentivi, consentono di abbattere significativamente le tempistiche di rientro dall’investimento.

Decarbonizzazione dell’economia: la logica del Fondo Transizione Industriale 2025

La decarbonizzazione dell’economia, ovvero la riduzione delle emissioni connesse all’uso di combustibili fossili, è strettamente connessa al Fondo Transizione Industriale. Non a caso, il regolamento prevede che non siano in ogni caso ammissibili ai finanziamenti:

  • attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l'uso a valle;
  • attività e attivi nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste che non sono inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
  • attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico.

Come fare per partecipare ai bandi del Fondo Transizione Industriale 2025

Le domande di agevolazione al terzo bando per il Fondo di Transizione Industriale devono essere inviate esclusivamente online, sulla piattaforma Invitalia, dalle ore 12 del 17 settembre alle ore 12 del 10 dicembre 2025. Entro 120 giorni dalla chiusura del bando, Invitalia formerà la graduatoria, distinguendo tra le domande ammissibili e finanziabili, ammissibili ma non finanziabili per carenza di fondi, e non ammissibili. Le agevolazioni saranno concesse sulla base del risparmio di energia e risorse ottenuto rispetto alla situazione di partenza, comunque entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria ed entro il 30 giugno 2026. L’erogazione potrà avvenire in massimo quattro tranche corrispondenti ad altrettanti stati di avanzamento lavori più un saldo finale, con la possibilità di un’anticipazione fino al 30% dell’importo.

Supporto e soluzioni Edison NEXT correlati al Fondo Transizione Industriale

In conclusione, il Fondo per il sostegno alla transizione industriale rappresenta un’importante opportunità per le imprese industriali che vogliono innovare i propri processi in chiave sostenibile. Ma per una classica azienda industriale, impegnata ad affrontare le quotidiane difficoltà del proprio mercato di riferimento e la concorrenza, può risultare complicato dedicare tempo e risorse per rispondere efficacemente ai requisiti previsti dal bando. Serve dunque il supporto di un partner come Edison NEXT che, grazie alla propria esperienza tecnica e alla conoscenza del quadro normativo, è in grado di supportare le imprese nella fase di analisi, progettazione e accesso agli incentivi. Edison NEXT rappresenta il partner ideale per trasformare le opportunità della transizione energetica in progetti concreti e finanziabili.

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