
Il concetto di rigenerazione urbana risponde oggi alla necessità di rendere le città più sostenibili, sicure e a misura d’uomo, attraverso l’attuazione di politiche sociali, economiche e ambientali che hanno come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di cittadini e city users, soprattutto (ma non solo) nelle aree periferiche degradate o sottoutilizzate. Nel corso degli ultimi decenni, la rigenerazione urbana ha ridisegnato i propri modelli e ambiti di intervento, non limitandosi più soltanto al campo dell’edilizia, ma puntando anche sullo sviluppo sostenibile che permette di valorizzare le risorse locali e promuovere l'indipendenza energetica.
La rigenerazione urbana quindi oggi si riferisce a programmi di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare su scala urbana, mirati a garantire qualità e sicurezza dell'abitare, sia dal punto di vista sociale che ambientale. Questo approccio è in linea con l'obiettivo 11 dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo Sviluppo Sostenibile, che mira a rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili, e con gli obiettivi europei di decarbonizzazione entro il 2030 e di zero consumo di suolo netto entro il 2050.
In questo contesto, la rigenerazione urbana assume un significato più ampio, interessando l'intera città e non solo le aree degradate. Gli interventi sul patrimonio edilizio preesistente devono quindi mirare a limitare il consumo di territorio, salvaguardando il paesaggio e l'ambiente e contribuendo allo sviluppo di comunità energeticamente indipendenti e sostenibili.
Gli obiettivi della rigenerazione urbana
Secondo il Sustainable Development Goals Report 2024 dell’Onu ad oggi oltre il 50% della popolazione mondiale vive in aree urbane e tale percentuale è destinata a salire al 70% entro il 2050.
Appare, dunque, chiaro come il futuro del mondo sia inesorabilmente urbano. Rendere le città del domani più vivibili, più sostenibili e più a misura d’uomo è quindi una delle più grandi sfide del nostro secolo.
Spetta, dunque, alla rigenerazione urbana il compito di innalzare la qualità della vita degli abitanti, migliorare la sicurezza, la salute e il benessere dei residenti, creando nuove opportunità di lavoro e di istruzione e rispettando elevati standard energetici e ambientali.
Quando ben applicata, infatti, la rigenerazione urbana comporta anche un aumento della competitività economica, in quanto rende le città più attraenti per le imprese e gli investitori, facendo sì che siano più produttive. Affinché questo avvenga è, tuttavia, necessario definire un percorso organico, flessibile, semplice, basato su misure di agevolazione e incentivazione per l’attuazione concreta degli interventi.
La situazione normativa italiana e le risorse per la rigenerazione urbana

In Italia, ad oggi, manca una normativa che sia in grado di restituire centralità al tema della rigenerazione urbana, in un rapporto di equilibrio con le leggi regionali. Attualmente, il tema è al centro dell’agenda parlamentare: è in discussione, infatti, un testo unificato in materia di rigenerazione urbana che propone una serie di obiettivi che mirano a migliorare la qualità della vita all’interno delle aree urbane, ad accrescere l’efficienza energetica e a incrementare la sicurezza e la sostenibilità ambientale.
In tema di risorse, la missione 5 del PNRR, “Inclusione e coesione”, prevede un investimento di 16,9 miliardi di euro, di cui 8,8 miliardi destinati alla rigenerazione urbana.
Dal Ministero dell'Interno è stato istituito un fondo per investimenti di rigenerazione urbana a favore dei comuni con popolazione inferiore a 15 mila abitanti, con una dotazione complessiva per il biennio 2025-2026 pari a 235 milioni di euro.
I vantaggi economico-sociali della rigenerazione urbana

La rigenerazione urbana costituisce un elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese. Secondo i dati che emergono dal Secondo Rapporto Nazionale sulla Rigenerazione urbana, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up - Unipol, entro il 2050 saranno disponibili quasi 855 kmq di suolo rigenerabile, pari a circa il 4,1% della superficie urbanizzata nazionale, per 320 milioni di mq di superfici immobiliari potenzialmente realizzabili. Un processo che arriverà a generare fino a 660 miliardi di euro in 26 anni di fatturato industriale immobiliare, con ricadute economiche e sociali di circa 1.240 miliardi di euro e 100.000 nuovi posti di lavoro.
Anche le finanze pubbliche ne avranno un beneficio stimato tra i 17,5 e i 26 miliardi di euro di gettito aggiuntivo annuo per lo Stato. I maggiori interventi di rigenerazione urbana riguardano le città di Milano, Venezia, Reggio Emilia e Rimini, Napoli, Foggia, Lecce e Taranto. Per quantificare economicamente l’impatto sociale, ovvero la capacità di contribuire in maniera sostenibile al miglioramento delle condizioni, non solo economiche e occupazionali, delle persone e delle comunità, derivante da interventi di rigenerazione urbana, l’indicatore utilizzato dalla maggior parte degli operatori immobiliari è l’indice SROI (Social Return on Investment, ovvero Ritorno Sociale sull’Investimento) che calcola il rapporto tra il valore dei benefici sociali e il valore degli investimenti sostenuti.
In Italia, il settore immobiliare raggiunge coefficienti moltiplicativi di attivazione della filiera tra i più elevati, mediamente pari a 3,4 euro ogni singolo euro investito (a Milano si stima sia maggiore e pari a 3,9 euro), le cui ricadute sociali rappresentano una quota variabile, stimata tra il 40% e il 60% circa, in relazione alle peculiarità del progetto (dimensioni, funzioni, caratteristiche architettoniche, sostenibilità, ecc.) e del contesto territoriale, economico, immobiliare e sociale di riferimento, monetizzabile mediamente in 1,75 euro ogni singolo euro investito (2 euro stimati a Milano).

All’interno del Report Rigenerazione – Focus Roma e Milano realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up – Unipol, si stima che le operazioni che potranno interessare la rigenerazione del tessuto urbano milanese e romano nei prossimi 25 anni dovrebbero incrementare oltre 95 miliardi di euro l’economia delle due città.
Da sottolineare che gli interventi e i processi di rigenerazione che interesseranno il tessuto urbano milanese nel corso dei prossimi 25 anni dovrebbero mediamente avere dimensioni minori rispetto a quanto rilevato tra il 2014 e 2023. È possibile stimare in circa 3,1 kmq la superficie territoriale potenzialmente rigenerabile e in poco più di 1,6 milioni di mq la superficie lorda edificabile con una ricaduta diretta, indiretta e indotta di 8,5, 9,2 e 10 miliardi di euro.
Riguardo invece la città di Roma, è possibile prevedere circa 11,27 kmq di superficie territoriale potenzialmente coinvolta in interventi e ambiti di rigenerazione nei prossimi 25 anni e un totale di 4,25 milioni di mq di superficie lorda riqualificabile con una ricaduta diretta, indiretta e indotta di 22, 22,5 e 24 miliardi di euro.
Gli strumenti per la rigenerazione urbana

Sono i cittadini stessi a desiderare città sempre più sostenibili e intelligenti. Secondo i dati dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano , le città smart vengono percepite dai loro abitanti come più sostenibili, inclusive, innovative ed efficienti rispetto a quelle che presentano un grado minore di “smartness”.
Permangono però ostacoli significativi al loro sviluppo: nel 2023 solo il 12% dei comuni ha avviato progetti legati alla smart city. Gli ostacoli più significativi sono rappresentati dalla carenza di personale (52%), oltre alla mancanza di risorse economiche (48%) e di competenze interne ai comuni (47%).
Rendere le città più vivibili e trasformarle in spazi sempre più sostenibili e “intelligenti”, in grado di migliorare la qualità della vita, la salute e la sicurezza di cittadini e city users, richiede una progettualità di ampio respiro in cui la pianificazione energetica va di pari passo con quella urbanistica, con la finalità di conseguire sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Tale pianificazione presuppone una conoscenza approfondita del territorio, delle sue risorse e delle tecnologie energetiche a disposizione per consentire la creazione di un percorso condiviso e coerente, sin dalle prime fasi, con il processo di rigenerazione da un lato e decarbonizzazione dall’altro. Tale obiettivo è raggiungibile solo attraverso un approccio integrato che preveda il coinvolgimento di tutti i soggetti, in particolare attraverso partnership solide tra operatori energetici affidabili, stakeholders locali e investitori del settore immobiliare, sotto una cabina di regia unica.
Un nuovo modello di rigenerazione urbana per le città del futuro
In questo contesto, è interessante constatare che si sta imponendo un nuovo modello di “città del futuro” considerata come un ecosistema sostenibile, quindi a misura d’uomo, inclusivo, interconnesso, digitale, energeticamente autosufficiente e carbon neutral. Si tratta di un modello di rigenerazione urbana in cui l’energia è al centro e diventa il motore, anche sociale, della città integrando fonti energetiche rinnovabili, servizi intelligenti e soluzioni digitali con l’obiettivo di valorizzare le risorse locali e rendere i centri urbani più sostenibili, sicuri, efficienti, smart e a misura d’uomo. In un modello di questo tipo, oltre a produrre e consumare in modo sostenibile l’energia, si sfruttano i vantaggi della digitalizzazione per ottimizzare i consumi e garantire sostenibilità ambientale ed economica.

In particolare, questo sistema mira a rafforzare l’indipendenza energetica delle aree urbane facendo leva sullo sviluppo di fonti rinnovabili di piccola taglia all’interno dell’area da rigenerare, sulla realizzazione di reti di teleriscaldamento di ultima generazione evolute e sostenibili, che valorizzano le risorse locali attraverso, ad esempio, pompe di calore geotermiche e il recupero dei cascami industriali, oltre agli anelli idronici, sistemi distribuiti che sfruttano la co-presenza di esigenze energetiche differenti, risorse locali come l’acqua di falda e consentono sia il riscaldamento che il raffrescamento degli edifici allacciati. Esempi di questo tipo, in cui l’energia rinnovabile è condivisa tra diversi edifici che insistono su uno stesso territorio, permettono anche di aprire alla logica delle Comunità Energetiche Rinnovabili, enti giuridici senza scopo di lucro in cui soggetti pubblici e privati possono collaborare per produrre, consumare e condividere energia prodotta localmente da impianti di fonti rinnovabili.
Inoltre, tutte queste infrastrutture abilitano la diffusione sul territorio di una serie di servizi intelligenti volti a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. In questo senso, è importante intervenire anche sull’illuminazione pubblica, infrastruttura tra le più capillarmente diffuse sul territorio che sta cambiando pelle: i lampioni, infatti, non sono più semplici corpi illuminanti, ma stanno diventando vere e proprie “antenne intelligenti” che permettono di offrire altri servizi, come la ricarica per veicoli elettrici, la videosorveglianza e il monitoraggio ambientale.
Il risultato di progetti di questo tipo si traduce in un impatto ambientale significativamente positivo: si abbattono notevolmente le emissioni di CO2 e le polveri.
In questo quadro è evidente che lo sviluppo di una strategia energetica sostenibile nei progetti di rigenerazione urbana necessita di una rosa di competenze estremamente ampia, anche del mondo energetico, al fine di individuare la combinazione di tecnologie che mirano alla massimizzazione dell’uso di fonti rinnovabili, della condivisone delle risorse, della resilienza e sostenibilità economica delle soluzioni. L’intervento di un operatore energetico integrato, quindi, rappresenta un contributo strategico per accompagnare il settore immobiliare e, di conseguenza, i comuni nel loro percorso di transizione energetica e decarbonizzazione. Il partner energetico, ponendosi come interlocutore unico, solido e affidabile, infatti, si occupa dell’intero ciclo di vita di un progetto di rigenerazione urbana, compresi la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dei servizi, degli impianti e delle infrastrutture energetiche e tecnologiche, garantendo performance e risultati, nonché semplificando la gestione dell’impiantistica energetica per gli end users.
Disponendo di una piattaforma integrata di servizi, competenze e tecnologie, Edison NEXT è un partner altamente qualificato, in grado sia di portare capitali, con investimenti diretti, sia di individuare e di mettere a terra le soluzioni più adeguate per trasformare città e territori in realtà green e intelligenti, garantendo non solo la sostenibilità energetica e ambientale ma anche quella economica e sociale.
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