La scuola è uno dei punti di riferimento intorno a cui ruota la vita della comunità e rappresenta una realtà chiave per il futuro dei nostri territori e per la crescita delle nuove generazioni. La scuola di oggi però ha bisogno di evolvere seguendo nuovi paradigmi che tengano conto dei profondi cambiamenti che stanno investendo la nostra società, non solo dal punto di vista della sostenibilità ambientale ed economica, ma anche sociale. Partendo dal presupposto che la decarbonizzazione può diventare un'occasione per rivedere alcuni dei modelli sociali, Edison NEXT ha studiato un nuovo modello di scuola sostenibile che, preservando la coerenza con il sistema didattico attuale e la piena proprietà da parte dei comuni, si propone di trasformare questi edifici, da luoghi chiusi e poco utilizzati, in centri innovativi, sicuri e polifunzionali, aperti anche alle famiglie e alla comunità.
Questo nuovo modello di scuola sarebbe anche in grado di rispondere alle necessità delle famiglie attuali in cui, in quasi il 50% dei casi, entrambi i genitori lavorano e devono gestire la complessa logistica pomeridiana dei figli, non potendo spesso contare su figure fondamentali come quelle dei nonni o su centri di riferimento come gli oratori.
Lo scenario della sostenibilità relativa al mondo della scuola
L’invecchiamento del patrimonio edilizio, il suo conseguente basso livello di efficientamento, le dotazioni carenti e il calo demografico rendono sempre più urgente avviare una vera e propria riqualificazione degli edifici scolastici. Grazie a una serie di azioni che vanno da interventi infrastrutturali e di efficientamento energetico, a soluzioni di autoproduzione di energia rinnovabile attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici da associare anche a Comunità Energetiche Rinnovabili, e grazie al dialogo tra tutti gli attori presenti sul territorio - istituzioni, comunità locali e imprese - la scuola potrebbe diventare il centro di quartieri e città più sicure e sostenibili.
Patrimonio edilizio e situazione energetica: i dati di riferimento

Esaminando le scuole primarie e secondarie di primo grado1 — circa 24.000 immobili in tutto il Paese — si scopre che questi edifici presentano un’età media di 56 anni, con punte superiori ai 68 anni in alcune aree del Nord. Si tratta per lo più di strutture progettate e realizzate in epoche in cui le normative ambientali ed energetiche erano inesistenti o comunque insufficienti rispetto agli standard attuali. Molte di queste strutture sono alla fine di un ciclo-vita infrastrutturale; sono caratterizzate da un livello di efficientamento energetico molto basso; quindi, sono ormai obsolete e hanno bisogno di importanti adeguamenti dal punto di vista infrastrutturale, di sicurezza e di dotazioni di base.
Basti pensare che solo il 7% degli edifici ha effettuato interventi di efficienza energetica. In quest’ambito, gli interventi più diffusi riguardano la sostituzione di vetri e serramenti - la percentuale media è pari al 44%-, seguono la zonizzazione dell’impianto termico - con una media del 37% - e solo il 27% e il 17% degli edifici ha effettuato, rispettivamente, interventi di copertura e di isolamento con cappotto termico. Inoltre, appena l’11% è stato dotato di pannelli fotovoltaici. Il risultato è un sistema scolastico energivoro e costoso da gestire.
Passando alle dotazioni di base, emerge che solo il 43% degli edifici scolastici può contare una palestra, il 36% la mensa e il 27% aule tecniche.
[1] Lo studio condotto da Edison NEXT in collaborazione con EY-Parthenon.
La scuola attuale: chiusa e sovradimensionata
La scuola di oggi, inoltre, risulta chiusa e sovradimensionata, in quanto i suoi spazi, utilizzati appena il 20% del suo tempo, sono stati concepiti all'epoca del baby boom, quando si assisteva a un milione di nascite ogni anno, mentre oggi ce ne sono meno di 400.000 all’anno, con una tendenza al ribasso. A causa del costante calo di nascite, quindi, si assiste a una riduzione della saturazione media, inferiore rispetto allo standard normativo (che prevede la presenza di 12 alunni ogni 100 mq) in circa 10 mila casi (44%).
Il modello di scuola di Edison NEXT

Partendo da queste considerazioni e studiando i modelli scolastici di altri Paesi e alcuni casi virtuosi italiani, Edison NEXT ha sviluppato il nuovo modello di scuola sostenibile, innovativo, efficiente, capace di venire incontro alle esigenze delle nuove famiglie, trasformando questi luoghi in un punto di riferimento per quartieri e comunità.
Il progetto prevede prima di tutto l’estensione dell’orario di apertura degli edifici scolastici, coprendo anche le fasce pomeridiane e serali e in parte il periodo estivo. Questo permetterebbe di abilitare l’erogazione di attività extra didattiche (corsi di potenziamento della didattica, attività sportive, laboratori creativi e artistici) per gli studenti, anche di altri istituti, e corsi per la comunità in generale, grazie al supporto di professionisti qualificati ed esperti in diversi ambiti.
Per riuscire a fare tutto ciò sarebbero necessari interventi infrastrutturali, in particolare la riqualificazione degli edifici e la creazione di spazi didattici, sportivi e polifunzionali adeguati, oltre a interventi di efficientamento energetico, tra cui relamping e adeguamento dei gruppi termici, e per l’autoproduzione di energia rinnovabile attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici, raggiungendo una capacità installata di circa 700 MW (considerando tutto il perimetro delle scuole oggetto dello studio).
Infine, proprio lo sviluppo di impianti fotovoltaici consentirebbe di aprire gli edifici scolastici alla logica delle Comunità Energetiche Rinnovabili, consentendo alla scuola di autoprodurre energia green da condividere con la comunità e il territorio.
I vantaggi della scuola sostenibile di Edison NEXT
Queste azioni consentirebbero di ridurre i consumi energetici della scuola fino al 25%, liberando risorse per 250 milioni di euro all’anno, evitando l’emissione in atmosfera di circa 630.000 tonnellate di CO2 annue.
Gli investimenti complessivi necessari per la riqualificazione infrastrutturale e quella energetica sarebbero pari a 13 miliardi di euro, che potrebbero essere coperti fino al 50% da fondi privati, applicando, ad esempio, il modello del Partenariato Pubblico Privato.
A trarne beneficio sarebbe l’intera comunità: gli studenti, che potrebbero crescere in un ambiente educativo funzionale, sicuro, confortevole e contare su un’offerta extra-didattica erogata da professionisti esperti; le famiglie, che potrebbero godere di un servizio di prossimità aderente alle esigenze attuali e in grado di semplificare le complessità logistiche legate alla gestione dei figli; le amministrazioni che vedrebbero diminuire consumi, costi di gestione ed emissioni degli edifici, riqualificando il proprio patrimonio edilizio scolastico; l’intero quartiere che beneficerebbe di un centro di prossimità, punto di riferimento per le famiglie e per la comunità, capace di trasferire una rinnovata sicurezza alla città.
TOPIC / TAG
Articoli Correlati
