Ogni anno, l'energia elettrica prodotta dall'UE diventa sempre più verde. Lo provano i numeri: secondo i dati Eurostat, nel 2024, la forte crescita del solare, unita alla ripresa dell’idroelettrico, ha portato la quota delle rinnovabili a quasi la metà della produzione di energia elettrica dell'UE (46,9%). L'energia eolica e quella idroelettrica hanno rappresentato oltre i due terzi dell'elettricità totale generata da fonti rinnovabili (rispettivamente il 39,1% e il 29,9%). Il restante terzo dell'elettricità proveniva dall'energia solare (22,4%), dai combustibili (8,1%) e solo circa lo 0,5% dall'energia geotermica. In Italia, nel 2024 secondo Terna circa il 41,2% del fabbisogno elettrico nazionale è stato garantito dalle energie rinnovabili.
Edifici e transizione verde
Nella lotta dell'Unione Europea contro il cambiamento climatico, gli edifici giocano un ruolo cruciale perché rappresentano una delle principali leve per la riduzione delle emissioni di gas serra e del consumo energetico. Nel 2022, il settore dell’edilizia nell'UE-27 è stato responsabile del 34% delle emissioni totali di CO₂ legate all'energia. Nonostante i progressi significativi, con una riduzione delle emissioni del 34% tra il 2005 e il 2022, il settore edilizio resta un importante consumatore di energia (il 40% del consumo energetico totale nel 2022 è stato attribuito al settore dell’edilizia).
Le sfide dell'efficienza energetica
La transizione energetica nel settore edilizio, oltre ad avere un impatto dal punto di vista ambientale, offre benefici economici e sociali. Un buon isolamento e sistemi di riscaldamento e raffrescamento efficienti migliorano il comfort abitativo, riducono le spese energetiche e contribuiscono a combattere la povertà energetica, che ha registrato un’impennata tra il 2021 e il 2023. Inoltre, la riduzione delle emissioni di particolato (PM2,5) che sono legate in buona parte (73%) al riscaldamento e raffrescamento degli edifici, è fondamentale per migliorare significativamente la qualità dell'aria e la salute pubblica.
Quindi per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che si è data l’UE è fondamentale efficientare il settore edilizio e renderlo meno energivoro. In quest’ottica, è fondamentale l’adattamento degli edifici al cambiamento climatico, sia attraverso strategie di progettazione bioclimatica, sia mediante edifici a energia quasi zero (NZEB) o capaci di autoprodurre energia, grazie per esempio a pannelli solari fotovoltaici.
Una valida opportunità in tal senso è l’adozione della trigenerazione, tecnologia in grado di generare contemporaneamente energia elettrica, termica e frigorifera, massimizzando l'uso dell'energia primaria e riducendo significativamente gli sprechi.
Cos’è la trigenerazione

Se con la cogenerazione, partendo da un’unica fonte energetica, si ottiene la produzione combinata di due forme di energia, elettricità e calore; con la trigenerazione si ottiene la produzione simultanea anche di una terza forma di energia, quella frigorifera. Nei sistemi di trigenerazione, l’energia frigorifera viene prodotta utilizzando il calore recuperato derivante dalla produzione di elettricità. I sistemi di trigenerazione, quindi, possono raggiungere rendimenti complessivi più elevati rispetto alla cogenerazione, massimizzando l’efficienza energetica e offrendo notevoli vantaggi economici (riduzione dei costi) e ambientali (riduzione delle emissioni). I vantaggi della trigenerazione sono evidenti soprattutto per tutti quei casi in cui il fabbisogno di elettricità, calore ed energia frigorifera è maggiormente elevato e costante, come per esempio centri dati, strutture produttive, università, ospedali, Pubblica Amministrazione, complessi militari, ecc.
La sinergia tra trigenerazione e smart buildings
Poco noto è che l'integrazione della trigenerazione all'interno degli smart buildings, in cui vengono implementati sistemi digitali di energy management, rappresenta un passo fondamentale verso la sostenibilità e l'efficienza energetica. In effetti, quando è combinata con la gestione intelligente dell'energia, la trigenerazione diventa un elemento chiave per ottimizzare le prestazioni degli edifici, migliorare il comfort e massimizzare l'integrazione con le fonti rinnovabili.
La capacità di produrre energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento da un'unica fonte riduce le perdite energetiche rispetto ai sistemi separati, garantendo una maggiore efficienza complessiva.
Questi benefici possono essere ulteriormente amplificati dall’impiego dell’IoT (Internet of Things): parliamo di sensori connessi che possono monitorare continuamente le prestazioni di questi impianti. Tali rilevazioni puntuali sono poi sottoposte all’analisi di appositi software digitali, capaci di analizzare i dati raccolti per identificare inefficienze, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e prevedere i guasti. Sempre più spesso gli impianti di trigenerazione sono controllati dai BEMS (Building Energy Management system), ovvero dei software avanzati che sono in grado di valutare le prestazioni energetiche di un edificio e intervenire in tempo reale per migliorarle. I BEMS rendono possibile anche una migliore integrazione delle energie rinnovabili, come per esempio il solare, assicurando una maggiore indipendenza energetica e una ulteriore riduzione dell'impatto ambientale. L'energia prodotta da fonti rinnovabili può, infatti, essere utilizzata a integrazione di quella prodotta dai sistemi di trigenerazione, creando una sinergia che massimizza l'efficienza complessiva e riduce ulteriormente le emissioni di CO2.
L'adozione di tecnologie verdi e di soluzioni ad alta efficienza energetica come la trigenerazione risulta particolarmente rilevante in ambiti come la Pubblica Amministrazione, dove spesso si ha a che fare con edifici in cui il consumo di energia per il riscaldamento o il raffrescamento è particolarmente elevato, e le strutture del terziario, soprattutto in ambito sociosanitario, dove cliniche e RSA devono affrontare una domanda energetica elevata. La trigenerazione associata a sistemi digitali di energy management degli edifici (quali appunto IoT e BEMS) permette di ottimizzare i costi operativi, migliorare la sicurezza energetica e ridurre l'impatto ambientale. Per esempio, nel settore della sanità, sia pubblica che privata, dove il fabbisogno di energia è continuo e critico, l'adozione di sistemi di trigenerazione all’interno di edifici “intelligenti” garantisce la disponibilità costante di energia per supportare le attività sanitarie essenziali.
Verso gli edifici a emissioni zero

Con il Green Deal europeo e la Renovation Wave Initiative, l'UE punta a trasformare il patrimonio edilizio del continente in un elemento chiave della transizione energetica, promuovendo efficienza e sostenibilità. Ricordiamo che l'UE si è impegnata a conseguire la neutralità climatica entro il 2050.
Nel 2024, l'UE ha aggiornato la direttiva sulle prestazioni energetiche nell’edilizia, segnando un passo decisivo verso la decarbonizzazione del settore. Questa nuova direttiva, che è chiamata anche “case green”, mira a migliorare l'efficienza energetica degli edifici attraverso l'isolamento, l'adozione di tecnologie a basse emissioni come le pompe di calore, e la diffusione di fonti rinnovabili, tra cui i tetti solari. Sono stati delineati piani di ristrutturazione nazionali per mobilitare gli investimenti necessari a effettuare tali interventi. Queste misure sono essenziali per ridurre le emissioni degli edifici.
L’integrazione tra trigenerazione e smart buildings rappresenta un passo importante verso la creazione di edifici a emissioni zero. Un esempio interessante è quello rappresentato dagli edifici di proprietà della Fondazione Teatro alla Scala, dove sono stati realizzati importanti interventi di riqualificazione energetica e installati sistemi per l’autoproduzione di energia rinnovabile, ottenendo significative riduzioni di emissioni e consumi.
Riqualificazione energetica: l’importanza di affidarsi a un partner qualificato
Quanto riportato dalle normative UE non ammette fraintendimenti: la riqualificazione energetica degli edifici è un passaggio obbligato, anche nella Pubblica Amministrazione.
In tal senso, la combinazione di trigenerazione, gestione intelligente dell'energia e integrazione con fonti rinnovabili permette di trasformare gli edifici della PA e della sanità privata in modelli di efficienza, comfort e sostenibilità.
Per raggiungere tale risultato è però necessario avere ben chiari gli obiettivi e il processo per arrivarvi. Disegnare un progetto di riqualificazione prevede una serie di passaggi e attività piuttosto articolati perché, oltre a scegliere le tecnologie più adatte, si devono anche definire quali autorizzazioni ottenere per mettere in opera tali tecnologie. E, spesso, anche come reperire i fondi per effettuare gli interventi.
Per poter realizzare un progetto di riqualificazione energetica efficace e ritagliato su misura è fondamentale avvalersi di un unico partner qualificato e integrato, come Edison NEXT, che sia in grado di accompagnare PA e aziende del terziario in ogni fase: dall’analisi dello stato dell’arte e degli obiettivi di decarbonizzazione, alla progettazione di una roadmap di soluzioni da adottare, fino alla realizzazione degli interventi e al successivo monitoraggio dei risultati, utile per individuare possibili ulteriori aree di miglioramento.
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