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Conto termico 3.0: come funziona e come ottimizzare tutti i benefici

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Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Il passaggio alla motorizzazione elettrica consente molteplici benefici e, affrontando i progetti in un’ottica di decarbonizzazione, si accede agli incentivi disponibili

19 febbraio 2026
Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Il passaggio alla motorizzazione elettrica consente molteplici benefici e, affrontando i progetti in un’ottica di decarbonizzazione, si accede agli incentivi disponibili

19 febbraio 2026
Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Il passaggio alla motorizzazione elettrica consente molteplici benefici e, affrontando i progetti in un’ottica di decarbonizzazione, si accede agli incentivi disponibili

19 febbraio 2026
Flotta elettrica aziendale: tutti i vantaggi, dagli incentivi ai risparmi

Lo scenario di riferimento relativo alla gestione delle flotte aziendali

Anche in tempi caratterizzati dalla connettività spinta e dalle riunioni a distanza, per le aziende di tutti i settori e dimensioni resta importante far muovere sul territorio merci e persone. Per questo motivo le imprese devono avere a disposizione una flotta aziendale efficiente, che permetta di rispondere a tutte le esigenze di mobilità. Secondo una stima 2025 di Global Market Insights, il mercato mondiale del fleet management aveva raggiunto un valore di 23,4 miliardi di dollari nel 2024 e dovrebbe crescere a un tasso annuale di oltre il + 16% tra il 2025 e il 2034. Le imprese non si accontentano più soltanto di acquistare vetture, ma stanno investendo crescenti risorse nel monitoraggio in tempo reale, nell'ottimizzazione dei percorsi e, più in generale, in tutte quelle tecnologie di automazione e digitali che possono migliorare le prestazioni delle flotte. Esiste poi, indubbiamente, un tema importante di decarbonizzazione dell’impatto delle flotte, spinto in parte dalle normative, in parte da ragioni economiche, nonché dall’esigenza di miglioramento dell’immagine aziendale.

Il ruolo della motorizzazione elettrica nelle flotte aziendali

parcheggi auto elettriche

Proprio in riferimento all’esigenza di decarbonizzazione delle flotte aziendali è indubbio che il passaggio alla motorizzazione elettrica costituisca uno dei principali cambiamenti di questi ultimi anni. Anzi, sostanzialmente, in ambito fleet management, ormai la vera alternativa alle vetture alimentate dai motori endotermici è rappresentata dai veicoli elettrici (o ibridi). In particolare, i veicoli elettrici sono ormai la tecnologia preferita per gli spostamenti urbani e di breve/medio raggio. Alla base c’è una serie di ragioni, a partire dalla riduzione dei costi operativi. Le auto elettriche hanno, infatti, minori costi di manutenzione (dal momento che i motori hanno meno parti soggette a usura: niente frizione, olio motore, scarico). Gli stessi costi di alimentazione tendono a essere inferiori, soprattutto se l’azienda può contare su una autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico. Di particolare rilevanza, soprattutto per tutte quelle attività che hanno a che fare con le merci, è che i veicoli elettrici hanno accesso a zone a traffico limitato (ZTL) e non subiscono i blocchi per inquinamento, godendo anche spesso di parcheggi agevolati o gratuiti. Non va poi dimenticato il ritorno positivo dell’elettrificazione delle flotte all’immagine aziendale: il passaggio all’elettrico delle flotte aziendali (company car e veicoli commerciali) rappresenta, infatti, un importante segnale di attenzione alla responsabilità sociale e ambientale. Ovviamente, c’è un ruolo importante delle normative europee che, nonostante il recentissimo Automotive Package della Commissione Europea più favorevole ai motori a combustione, tendono a favorire l’ulteriore diffusione delle vetture a batteria. Infine, la mobilità elettrica si presta perfettamente all’introduzione di sistemi di fleet management digitali, dotati di soluzioni di telemetria per monitorare consumi, autonomia e cicli di ricarica.

Il ruolo delle infrastrutture di ricarica nella gestione delle flotte aziendali

Nel momento in cui un’azienda decide di elettrificare in tutto o in parte la propria flotta aziendale deve porsi il problema se installare o meno in azienda una infrastruttura per la ricarica. Anche se il numero di punti di ricarica ad accesso pubblico nel nostro Paese è indubbiamente cresciuto negli ultimi anni (66mila punti di ricarica a fine 2024 secondo i dati dello Smart Mobility report dell’Energy & Strategy Group), un’infrastruttura di ricarica aziendale permette di gestire molto più comodamente la ricarica delle vetture, consentendo di effettuare questa operazione durante le soste nelle sedi. Senza dimenticare, naturalmente che la stessa infrastruttura può essere messa a disposizione non solo dei dipendenti ma anche di clienti e partner. In generale, un’infrastruttura di ricarica aziendale permette di mantenere un controllo più stretto sui consumi e di aumentare l’efficienza delle flotte. Prima di dotarsi di una infrastruttura di ricarica autonoma occorre prendere in considerazione una molteplicità di aspetti. Ad esempio, occorre avere a disposizione o dotarsi di un luogo di installazione (parcheggio/garage aziendale) adeguato e in linea con tutte le normative di sicurezza in materia.

Flotta aziendale elettrica: da dove si inizia e con quale approccio

Prima ancora di scegliere se dotarsi di una infrastruttura di ricarica, il fleet manager che sta prendendo in considerazione l’elettrico deve disporre di tutta una serie di dati che gli consentano di effettuare la scelta migliore possibile. Innanzitutto, occorre avere chiaro il quadro di partenza, ovvero le distanze percorse dalle flotte alimentate in maniera tradizionale, nonché le tempistiche e localizzazioni degli spostamenti. Occorre anche valutare le restrizioni e i costi legati alla presenza di Zone a Traffico Limitato (ZTL) e di parcheggi a pagamento nei percorsi abituali. Ovviamente bisogna avere chiari i costi di gestione (TCO) della propria flotta aziendale di partenza, prendendo in considerazione spese di manutenzione, tasse e carburante. Una volta recuperato questo quadro di partenza, è possibile cercare di delineare le prerogative della propria flotta aziendale elettrica, sulla base di caratteristiche quali il budget a disposizione, le tipologie di vetture più adatte alle esigenze e all’immagine aziendale, nonché la tipologia di possesso più adatta. Oltre all’acquisto classico, infatti, è possibile optare per leasing e il noleggio a lungo termine, che possono rappresentare valide alternative in determinati contesti.

L’importanza strategica della decarbonizzazione delle flotte aziendali

Un aspetto chiave nella scelta della motorizzazione elettrica è rappresentato dalle esigenze di decarbonizzazione. Anche se - a parte le imprese focalizzate nelle consegne e nei trasporti - difficilmente le emissioni delle flotte aziendali arrivano a incidere in misura significativa sul computo complessivo della CO₂, il passaggio all’elettrico può comunque costituire un tassello degli impegni di un’impresa in ambito ESG e inseriti nei sempre più importanti Bilanci di sostenibilità. Tra l’altro, questo cambiamento può essere facilmente percepibile da clienti e partner esterni, dimostrando così concretamente l’attenzione alla sostenibilità e contribuendo al miglioramento dell’immagine del brand.

Uno sguardo allo scenario dei possibili benefici: incentivi e fringe benefit

Esiste una serie di incentivi che possono concretamente favorire l’adozione di veicoli elettrici in ambito aziendale. Ad esempio, nella Legge di Bilancio 2025 è stato introdotto un nuovo regime fiscale per le auto aziendali, pensato appositamente per favorire l’adozione di veicoli elettrici e plug-in a scapito di quelli tradizionali e ibridi.

La Legge di Bilancio, infatti, stabilisce che la tassazione non sarà più legata alle sole emissioni di CO₂, ma si baserà principalmente sul tipo di alimentazione del veicolo. Questo cambiamento mira a incentivare l'adozione di auto elettriche e ibride plug-in, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale delle flotte aziendali. Più nel dettaglio, dal 1° gennaio 2025, la tassazione fringe benefit per le auto aziendali concesse in uso promiscuo è così determinata come segue:

  • auto elettriche: tassazione pari al 10% del costo chilometrico;
  • auto ibride plug-in: tassazione pari al 20% del costo chilometrico;
  • auto a benzina, diesel e altre alimentazioni tradizionali: tassazione al 50% del costo chilometrico.

L’impianto del fringe benefit non è stato modificato dalla Legge di Bilancio 2026, quindi restano valide le percentuali citate in precedenza.

L’interesse verso la mobilità elettrica aziendale è testimoniato dal successo del cosiddetto Bonus veicoli elettrici per le microimprese. Alle quali era stato riconosciuto un contributo fino al 30% del prezzo di acquisto (IVA esclusa), per un massimo di 20.000 €, per l’acquisto fino a due veicoli nuovi con categorie N1 (trasporto merci fino a 3,5 tonn.) o N2 (trasporto merci superiori a 3,5 tonn. fino a 12 tonn.), previa rottamazione di veicoli fino a Euro 5. Le risorse, messe a disposizione lo scorso autunno, sono infatti andate rapidamente esaurite in pochi click day.

Per quanto riguarda, invece, le colonnine di ricarica, la nuova edizione del Conto termico 3.0 (in vigore da fine 2025) prevede per aziende (tra cui quelle appartenenti al terziario come GDO e logistica) e PA “l’incentivazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici, a condizione che l’intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche”. 

I criteri di riferimento per scegliere le infrastrutture di ricarica

Sul mercato sono ormai disponibili diverse infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica, in risposta alle esigenze delle diverse categorie di utenti. In linea di massima è possibile distinguere la ricarica slow (fino a 7,4 kW) e quick (fino a 22 kW) in corrente alternata (AC) che garantiscono una ricarica in qualche ora. Per tutte le altre situazioni, in cui le soste degli automobilisti tendono a essere brevi, si ricorre a colonnine fast DC (fino a 150 kW) e ultrafast DC (fino a 400 kW), in grado di ridurre drasticamente i tempi. 

Le caratteristiche più rilevanti delle infrastrutture e delle soluzioni per l’elettrificazione delle flotte aziendali

posto auto elettrica

Oltre alla rapidità, esiste una serie di caratteristiche delle infrastrutture di ricarica che possono rivelarsi estremamente utili per i fleet e i mobility manager. Ad esempio, sono fondamentali requisiti quali la scalabilità e la modularità che consentono l’aggiunta progressiva di punti di ricarica senza dover ripensare completamente da capo l’infrastruttura stessa. Questo permette, naturalmente, di accompagnare la crescita numerica delle flotte aziendali. Lato software, è importante che le dashboard di controllo permettano un monitoraggio in tempo reale di stato di ricarica, consumi, costi e cicli di utilizzo delle vetture, producendo anche tutta la reportistica a supporto. Altre caratteristiche utili sono quelle dello Smart charging, ovvero la distribuzione dinamica della potenza disponibile tra i veicoli e quella del Load balancing, il bilanciamento dei carichi, utili per evitare picchi di consumo che inciderebbero sui costi energetici.

Che caratteristiche devono avere le colonnine di ricarica?

In estrema sintesi, un’infrastruttura di ricarica aziendale deve essere smart e modulare e, soprattutto, dovrebbe essere integrata con la rete energetica e con gli eventuali impianti di autoproduzione e di accumulo dell’energia elettrica presenti sul sito. Grazie all’ausilio di soluzioni di Energy management diventa possibile utilizzare immediatamente o accumulare l’elettricità prodotta dai pannelli per ricaricare le auto. Mentre le stesse auto, in configurazione vehicle to grid, possono restituire energia accumulata nelle batterie alla rete o all’edificio, aumentando la flessibilità del sistema, sebbene questa tecnologia in Italia non sia ancora stata implementata. Soltanto in questo modo si può andare oltre la classica installazione delle colonnine e rendere l’infrastruttura di ricarica un asset strategico per la transizione energetica dell’impresa.

L’offerta di Edison NEXT per la gestione di una flotta elettrica aziendale 

Ovviamente, anche aziende con fleet e mobility manager competenti e capaci hanno bisogno di affidarsi a un unico operatore energetico qualificatoEdison NEXT si propone come partner solido e di lungo periodo, in grado di accompagnare le aziende nel percorso di decarbonizzazione, portando competenze, tecnologie e capacità di investimento. Edison NEXT, infatti, mette a disposizione le sue persone e le sue competenze, ascoltando i bisogni dei suoi clienti in modo da costruire una roadmap di decarbonizzazione condivisa, concreta ed efficace. Edison NEXT, che è in grado di gestire tutte le fasi del processo di elettrificazione, individuando le soluzioni su misura più adatte alle specifiche esigenze, che possono essere anche abbinate ad altre tecnologie, come il fotovoltaico per l’alimentazione delle colonnine. Inoltre, Edison NEXT accompagna i clienti nel percorso di elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti per il trasporto merci, affiancandoli per individuare insieme le rotte, dotandole di apposite infrastrutture di ricarica.

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