Tra gli elementi che caratterizzano una smart city c’è anche l’illuminazione smart. Per ottenerla, un primo passo è sicuramente ricorrere alle lampade LED, ma per raggiungere il massimo dei risultati si deve puntare sul digitale e sui lampioni intelligenti, in grado di adeguare autonomamente l’illuminazione alle reali esigenze.
La prova arriva dal report LED: una soluzione per l’illuminazione pubblica in Italia? redatto nel 2022 dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani (OCPI). Nel periodo dal 2010 al 2019, nel nostro Paese il consumo e la spesa di energia elettrica pro-capite per l'illuminazione pubblica sono stati largamente superiori rispetto agli altri paesi europei. Per risolvere questo problema, il report dell’OCPI indica che circa il 60% dei comuni italiani negli ultimi dieci anni ha sostituito i lampioni con luce al sodio con lampadine a Light Emitting Diodes (LED). Tuttavia, benché le sorgenti a LED (quasi sempre bianche) siano la tecnologia più efficiente e portino risparmi energetici superiori al 70%, la loro diffusione non sempre è stata associata a una concreta riduzione dei consumi. Vediamo perché e come fare per avere sia un risparmio energetico, sia un valido ROI (Return Of Investment, il ritorno sull'investimento), utilizzando lampioni intelligenti e illuminazione a LED.
I consumi dell’illuminazione pubblica

Sempre secondo il report dell’OCPI, la spesa italiana per illuminazione pubblica nel 2019 è stata pari a 1,8 miliardi di euro, una tra le più alte in Europa. Infatti, se si valuta la spesa pro-capite, nel nostro Paese questa è stata di 30,5 €, molto più elevata rispetto all’Austria (24,6 €), alla Francia (22,7 €) e alla Germania (4,8 €). Una delle principali motivazioni che hanno portato a una spesa così alta, e quindi a un elevato consumo di energia, è l’eccessivo numero di punti luce e potenza installati in Italia. Infatti, un impianto contenente il doppio di pali rispetto a quelli necessari comporta un costo maggiore per la collettività non solo per la realizzazione, ma anche per il consumo di energia e la manutenzione per tutta la vita utile dell’impianto stesso. Un aiuto nel contenere le spese lo può dare il ricorso alla tecnologia LED, che può convertire oltre il 50 per cento in più di potenza elettrica (watt) in luce (lumen) rispetto alle lampade al sodio, abbassando quindi notevolmente sia il costo sia il consumo di energia, portando benefici a livello ambientale.
Però l’esperienza ha dimostrato che è solo l’inizio di un percorso che deve prevedere anche un utilizzo intelligente dell’illuminazione, che porti a ridurre la quantità di luce in funzione dell’effettiva necessità di fruizione. Solo impiegando anche lampioni intelligenti, si possono sfruttare al meglio le potenzialità della tecnologia LED consentendo di ottenere, quindi, ulteriori importanti riduzioni sia di costi sia dell’impatto sull’ambiente.
I vantaggi dei lampioni intelligenti

I dati raccolti dall’OCPI mostrano che il solo ricorso ai LED non basta. Infatti, uno dei principali vantaggi dei LED è che questi possono essere usati regolandoli in modo adattivo (adaptive lighting) in funzione dell’ora della giornata, al variare di parametri dinamici, come ad esempio il flusso di traffico veicolare o le condizioni meteo. E, precisa OCPI, anche se in Italia siamo all’avanguardia in tale tecnologia, il ricorso all’adaptive lighting (illuminazione adattiva) risulta ancora di limitata diffusione.
L’uso di lampioni intelligenti che, grazie all’integrazione di sensori, sono capaci di illuminare in modo adattivo rappresenta la vera chiave di volta per avere la corretta illuminazione riducendo i costi, i consumi e l’impatto ambientale. Infatti, le sorgenti luminose a LED sono intrinsecamente digitali e quindi possono essere controllate dall’elettronica consentendo di raggiungere nuove frontiere di gestione della rete di lampioni sul territorio: in questo modo, l’illuminazione pubblica diventa “intelligente”.
Non solo. Oltre all’adaptive lighting, l’uso del digitale consente di offrire una serie di nuovi servizi smart, come per esempio la ricarica dei veicoli elettrici usando i lampioni come colonnine.
Riduzione dei consumi e ROI

Oggi la riduzione dei consumi e delle emissioni è più che mai un imperativo. E il ricorso alla tecnologia LED permette di andare in questa direzione. La maggiore efficienza rispetto alle lampade tradizionali è confermata dai numeri: il report dell’OCPI, infatti, indica che quelle a incandescenza arrivano a dissipare in calore il 90% dell’energia immessa, quelle fluorescenti circa l'80%, mentre quelle a LED riescono a convertire in luce fino al 50% dell’energia elettrica in ingresso. Questo consente di avere appunto risparmi energetici superiori al 70%. Se a ciò si uniscono i benefici che si possono ottenere dai lampioni intelligenti e dall’adaptive lighting si ottiene il massimo del risparmio nei consumi e nella riduzione delle emissioni. L’insieme tecnologia LED - adaptive lighting è strategico per avere un efficace ROI.
Per favorire l’adozione di soluzioni di smart city, come i lampioni intelligenti, la Commissione Europea ha reso disponibili due piattaforme: Smart Cities MarketPlace e NetZeroCities.
La prima mira a coinvolgere le città di tutte le dimensioni affinché forniscano ambienti urbani più sostenibili, offrendo tutte le informazioni necessarie per esplorare progetti e soluzioni e chiudere con successo un deal per finanziarli.
NetZeroCities si ripropone di fornire assistenza tecnica, normativa e finanziaria, tramite iniziative pilota e finanziamenti. Tutto questo in linea con i programmi di ricerca e innovazione Horizon 2020 e Horizon Europe, il Green Deal europeo e altre politiche e direttive dell'Unione Europea che inducono gli stati membri europei a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Gli incentivi che favoriscono progetti di efficienza energetica
Nell’ambito della seconda missione, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede un finanziamento per “gli interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei comuni”. Tra gli obiettivi dell’investimento ci sono proprio il miglioramento dell’efficienza energetica e del sistema di illuminazione pubblica. Il finanziamento ammonta a 6 miliardi di euro per il periodo dal 2020 al 2026. Di questi, 2,7 miliardi di euro sono riservati a progetti effettuati dal 2024 al 2026.
Inoltre, un intervento di sostituzione integrale o retrofit di sistemi per l’illuminazione pubblica può beneficiare del meccanismo dei certificati bianchi, un incentivo che premia, per cinque anni, il risparmio energetico ottenuto tramite progetti di efficienza energetica.
Per poter realizzare la soluzione più adatta a soddisfare specifiche esigenze territoriali non basta però puntare sulla tecnologia più evoluta perché si può incorrere nelle inefficienze rilevate dall’OCPI. Per evitare che ciò accada è fondamentale che la PA si faccia affiancare da un partner energetico integrato e qualificato, con una comprovata esperienza nella progettazione dei sistemi di illuminazione intelligenti, in grado di individuare e realizzare le soluzioni più adeguate al caso specifico, valorizzando al meglio le opportunità offerte dall’integrazione della tecnologia evoluta con i servizi smart.
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