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La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività

Tra costi energetici, green gap e obiettivi ESG, la GDO ripensa modelli e processi per aumentare la competitività

21 aprile 2026
La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività

La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività

Tra costi energetici, green gap e obiettivi ESG, la GDO ripensa modelli e processi per aumentare la competitività

21 aprile 2026
La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività

La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività

Tra costi energetici, green gap e obiettivi ESG, la GDO ripensa modelli e processi per aumentare la competitività

21 aprile 2026
La sostenibilità della GDO: nuova energia per la competitività
operaia in magazzino

In un contesto economico segnato da inflazione persistente, aumento dei costi energetici e forte competizione sui margini, la sostenibilità della GDO non è più una scelta di posizionamento valoriale, ma una componente strutturale del business, strettamente connessa alla gestione dei costi, alla continuità operativa e alla creazione di valore nel lungo periodo.

Ad accelerare il passaggio verso modelli di retail sostenibile contribuiscono gli obiettivi net zero e gli obblighi di rendicontazione ESG che chiedono ai grandi gruppi della distribuzione organizzata di puntare su misurabilità e trasparenza.

In questo scenario, la GDO individua in efficienza energeticaautoproduzione sostenibile ed economia circolare le leve operative attraverso cui migliorare le performance, contenere i costi e rafforzare la propria credibilità nei confronti di consumatori e investitori.

Parallelamente, la diffusione della mobilità elettrica, la digitalizzazione dei consumi e lo sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) tra punti vendita e con il tessuto produttivo e la pubblica amministrazione locali, stanno ridefinendo il ruolo dei supermercati, che evolvono da semplici luoghi di vendita ad hub energetici diffusi, integrati nel territorio e orientati alla generazione di valore condiviso.

Lo scenario del green retail: cosa si intende per sostenibilità della GDO

La road to zero della GDO implica la revisione strutturale del funzionamento dei punti vendita e delle filiere, orientando investimenti, processi e governance verso nuovi modelli di sustainability in retailing e di consumo responsabile, in grado di generare benefici ambientali, economici e sociali misurabili.

Alle strategie di sustainable retail concorrono soluzioni di autoproduzione energetica sostenibile - particolarmente vantaggiose soprattutto nei momenti di forte crisi energetica come questo – come la realizzazione di impianti fotovoltaici attraverso PPA - Power Purchase Agreement (on site o off site con impianto dedicato), modelli contrattuali chiave che permettono alle aziende di ridurre e stabilizzare i costi energetici, mentre investimento, progettazione, realizzazione, allaccio, gestione, conduzione e manutenzione dell’impianto rimangono a carico dell’operatore energetico. A questi si aggiungono: interventi di riqualificazione degli impianti e di efficientamento energetico (che prevedono pompe di calore, sistemi di monitoraggio energetico, illuminazione efficiente), colonnine di ricarica per veicoli elettrici che aumentano l’attrattività dei punti vendita e generano nuove opportunità di ricavo, e pratiche di economia circolare mirate a prevenire gli sprechi e valorizzare le risorse lungo la filiera.

Accanto alla dimensione puramente ambientale, la retail sustainability comprende aspetti organizzativi e relazionali come la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, la trasparenza verso i consumatori e il contributo allo sviluppo dei territori in cui operano le imprese della GDO anche tramite la partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Supermercati e ipermercati possono evolvere in hub energetici locali, capaci non solo di ridurre le emissioni climalteranti e stabilizzare i costi energetici, ma anche di rafforzare l’indipendenza e la sicurezza energetica delle comunità, favorendo una distribuzione più equa dei benefici energetici ed economici che derivano da modelli di autoconsumo collettivo.

La decarbonizzazione rappresenta, quindi, per la Grande Distribuzione Organizzata una vera e propria leva strategica per il business: adottando pratiche sostenibili, le aziende della GDO possono migliorare la propria competitività e traguardare al contempo gli obiettivi di sostenibilità. Opportunità e vantaggi della decarbonizzazione nel settore della GDO sono stati al centro del webinar “GDO e Retail: la leva strategica della decarbonizzazione” organizzato da Edison NEXT in collaborazione con la testata editoriale ESG360.it - Nextwork360 trasmesso il 30/09/2025 e disponibile on-demand. Un talk per fornire a tutti gli attori della filiera retail e, in particolare, alle imprese della GDO, gli strumenti informativi e decisionali per poter individuare le strategie necessarie a raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione e sviluppo di business, attraverso lo sviluppo di un mix di soluzioni tecnologiche, tra cui l’autoproduzione sostenibile (come il fotovoltaico), l’efficientamento energetico, l’aumento della circolarità, l’e-mobility.

gdo

Green gap: i consumatori sono disposti a pagare per la sostenibilità?

scaffali del supermercato

Nel dibattito sul retail sostenibile, il tema del green gap rappresenta uno dei nodi centrali. Con questo termine si identifica la distanza tra l’elevato livello di interesse che i consumatori dichiarano di nutrire verso le tematiche ambientali e sociali e le scelte di acquisto effettive, che continuano ad essere fortemente influenzate dalla convenienza del prezzo e dalla disponibilità immediata dei prodotti.

Se la sensibilità verso la sostenibilità è in costante crescita, il contesto macroeconomico attuale – segnato da inflazione, aumento dei costi energetici e riduzione del potere d’acquisto – rafforza il ruolo del prezzo come principale driver decisionale. In questo scenario, i consumatori chiedono prodotti e servizi più green, ma difficilmente sono disposti a sostenerne il costo aggiuntivo.

Un sondaggio condotto nel 2025 da BCG su oltre 16.000 consumatori in nove Paesi europei evidenzia che, sebbene quasi la metà degli intervistati dichiari di tenere conto della sostenibilità nelle proprie scelte di acquisto, solo il 17% circa è effettivamente disposto a pagare un green premium. In alcuni mercati questa propensione è addirittura in diminuzione a indicare - probabilmente - che la sostenibilità è considerata una caratteristica fondamentale più che un lusso opzionale.

Per muoversi verso il superamento del green gap occorre integrare la retail sustainability nei processi industriali e operativi, trasformandola in un fattore di efficienza anziché in un costo da trasferire al cliente finale.

Interventi mirati di efficientamento energetico dei punti vendita, digitalizzazione dei consumi e dei processi, ottimizzazione della logistica e sfruttamento delle economie di scala permettono infatti di ridurre l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, di preservare la competitività dei prezzi, rendendo la sostenibilità della GDO accessibile e credibile agli occhi dei consumatori.

Come cambia il profilo dei consumatori e dei consumatori green?

Il profilo dei consumatori sta evolvendo verso una maggiore consapevolezza rispetto al retail sostenibile, sostenuta da un accesso più diffuso alle informazioni e dall’adozione crescente di metriche e standard ESG.

Le decisioni di acquisto non sono più guidate esclusivamente da prezzo e qualità del prodotto, ma da valutazioni più articolate che riguardano performance ambientali, politiche sociali responsabili e condizioni di lavoro eque lungo la supply chain.

Contemporaneamente, cresce la domanda di trasparenza e quindi dell’accesso a informazioni chiare, affidabili e coerenti con gli impegni ESG dichiarati.

Secondo un report di McKinsey & Company del 2025 i consumatori mostrano un approccio al retail sostenibile tutt’altro che uniforme, distribuendosi lungo uno spettro articolato di atteggiamenti, aspettative e priorità. Millennials e Gen Z risultano più propensi a integrare criteri di sostenibilità nelle scelte di acquisto e ad attribuire valore ai prodotti e ai retailer con un posizionamento ESG credibile. Tuttavia, lo studio evidenzia come la disponibilità a riconoscere un premium price resta limitata e fortemente condizionata dalla sensibilità al prezzo, in un contesto di inflazione e pressione sul potere d’acquisto.

Ne emerge un profilo di consumatore sempre più maturo e informato, ma anche pragmatico, attento al bilanciamento tra sostenibilità, convenienza e valore percepito. In questo scenario, il sustainable retail diventa un fattore determinante di fiducia e scelta: vengono premiati i retailer capaci di integrare la sostenibilità nei processi operativi, di misurarne gli impatti e di comunicarli con dati e risultati verificabili.

Come stanno cambiando le strategie di retail sustainability della GDO?

Le strategie di retail sustainability della GDO stanno evolvendo verso un approccio sempre più strutturato e sistemico, fortemente influenzato dall’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Il nuovo quadro normativo europeo rafforza il principio di accountability, inteso come responsabilità dell’impresa nel rendere coerenti e verificabili obiettivi, azioni e risultati ESG.

I dati del Report di Sostenibilità di Settore della Distribuzione Moderna 2025 di Federdistribuzione e ALTIS Advisory restituiscono l’immagine di una GDO impegnata in un percorso di progressiva maturazione della sustainability in retailing: nello specifico, il 94% delle aziende di settore è già impegnato in attività di allineamento alla CSRD, mentre il 59% ha definito una strategia di sostenibilità con obiettivi chiari e quantificabili.

Il report evidenzia inoltre una crescente formalizzazione dei processi di rendicontazione ESG: l’80% delle imprese prevede di pubblicare un bilancio di sostenibilità volontario entro il 2025, il 71% ha introdotto figure ESG dedicate e il 47% integra i rischi ambientali e sociali nei propri sistemi di governance.

Sul piano operativo, l’efficienza energetica dei punti vendita rappresenta una delle principali aree di intervento. L’88% delle imprese ha già attivato azioni di efficientamento energetico, mentre il 65% utilizza sistemi di monitoraggio delle emissioni basati su standard internazionali, come il GHG Protocol, a supporto della misurazione delle performance ambientali e del reporting.

Accanto alla dimensione energetica, emerge con forza l’adozione di modelli di economia circolare. Il 94% delle imprese ha definito una strategia per la gestione sostenibile degli imballaggi e l’82% ha implementato sistemi di tracciamento dei rifiuti. Nel comparto alimentare, il 100% delle aziende collabora con organizzazioni per la redistribuzione delle eccedenze, confermando il ruolo centrale della lotta allo spreco alimentare nelle strategie di sostenibilità della GDO.

Il report sottolinea infine una crescente integrazione dei criteri ESG lungo la catena di fornitura. Il 71% delle imprese ha adottato un codice di condotta per i fornitori, l’83% tiene conto dei criteri ESG nei processi di selezione dei partner commerciali, il 76% ha avviato collaborazioni strutturate con i supplier su temi di sostenibilità e il 54% ha formalizzato procedure di due diligence su diritti umani e sostenibilità nella filiera.

Come misurare correttamente la sostenibilità della GDO?

Misurare accuratamente la sostenibilità della GDO permette di trasformarla da concetto astratto in strumento competitivo, mettendo a disposizione dati affidabili che aiutano sia a rafforzare la trasparenza nei confronti degli stakeholder che a migliorare le prestazioni ambientali, sociali e di governance lungo l’intera filiera retail.

Metodologie, strumenti, servizi per l’ESG nel retail

Un approccio efficace alla retail sustainability si fonda sulla integrazione di metodologie strutturate, strumenti digitali e servizi specialistici in grado di raccogliere, analizzare e rendicontare informazioni che, se correttamente interpretate, possono essere trasformate in decisioni strategiche, contribuendo all’ottimizzazione dei consumi, alla riduzione dei costi operativi e al rafforzamento della credibilità ESG della GDO.

Tra gli elementi chiave di questo approccio rientrano:

  • KPI energetici e ambientali: indicatori quantitativi che permettono di monitorare in modo continuativo consumi, emissioni e impatti ambientali delle attività quotidiane dei punti vendita;
  • monitoraggio digitale dei consumi: sistemi IoT e piattaforme di data analytics che consentono di rilevare in tempo reale l’utilizzo di energia, acqua e risorse, individuando inefficienze e opportunità di miglioramento;
  • calcolo delle emissioni Scope 1, 2 e 3: analisi delle emissioni dirette, indirette e lungo l’intera catena del valore, indispensabile per definire strategie di decarbonizzazione credibili e misurabili;
  • rendicontazione ESG conforme agli standard europei: report strutturati secondo le linee guida UE e i principali framework internazionali, a supporto delle esigenze informative di stakeholder, investitori e autorità di vigilanza;
  • definizione di roadmap di decarbonizzazione: piani operativi con obiettivi chiari, tempistiche definite e responsabilità assegnate, per tradurre i dati in azioni concrete e monitorabili nel tempo.

Comunicare la sostenibilità: il ruolo del green retail

Il sustainable retail non riguarda solo l’implementazione di interventi concreti, ma anche la capacità di valorizzarli attraverso una comunicazione trasparente e coerente con gli obiettivi ESG dichiarati. I progressi devono essere tradotti in informazioni chiare e verificabili, in grado di rendere comprensibile l’impatto reale delle scelte aziendali.

La credibilità del retail sostenibile si fonda su evidenze oggettive e misurabili: dichiarazioni generiche o iniziative non supportate da dati espongono le imprese al rischio di greenwashing, oggi amplificato da un quadro normativo europeo sempre più stringente sulla correttezza delle comunicazioni ambientali e sociali.

In questo scenario, la qualità del dato diventa un fattore distintivo. Indicatori affidabili, sistemi di reporting strutturati e certificazioni riconosciute permettono a consumatori e stakeholder di valutare in modo informato le azioni di sustainability in retailing intraprese dalla GDO, rafforzandone la trasparenza e il posizionamento competitivo. La comunicazione della sostenibilità si integra così nell’esperienza di acquisto e diventa parte strutturale dell’identità aziendale.

Efficienza energetica e autoproduzione: il Conto Termico 3.0 per la GDO

Nel percorso verso il retail sostenibile, l’efficienza energetica e l’autoproduzione da fotovoltaico rappresentano scelte strategiche per la GDO. L’installazione di pannelli solari sulle coperture dei punti vendita o sulle pensiline dei parcheggi – spesso integrate con infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici – consente di ridurre i costi energetici e accelerare la transizione verso modelli a basse emissioni avviando percorsi virtuosi di decarbonizzazione.

Intervenire su edifici e impianti consente non solo di contenere la spesa energetica, ma anche di rafforzare il posizionamento ESG dei retailer e di prepararsi agli obiettivi di decarbonizzazione definiti a livello europeo.

In questo contesto, il Conto Termico 3.0, operativo dal 25 dicembre 2025 e gestito dal GSE, sostiene gli investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili attraverso incentivi in grado di coprire fino al 65% delle spese ammissibili per le imprese.

Per il mondo della GDO, gli ambiti di intervento più rilevanti riguardano la riqualificazione energetica degli edifici, attraverso opere di coibentazione, rinnovo degli impianti e ottimizzazione dei sistemi di gestione, con effetti diretti sulla riduzione dei consumi e delle dispersioni energetiche.

Il meccanismo incentiva, inoltre, l’adozione di impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, come pompe di calore ad alta efficienza e solare termico, nonché la sostituzione dei sistemi di climatizzazione e refrigerazione con tecnologie più performanti ed innovative, capaci di modulare i consumi in funzione delle reali esigenze operative dei punti vendita.

L’integrazione di impianti fotovoltaici è prevista in specifici casi e in abbinamento ad altri interventi di efficientamento, rafforzando un approccio sistemico alla sostenibilità energetica della GDO.

Quali sono i vantaggi del modello ESCo per la decarbonizzazione della GDO

Il modello ESCo (Energy Service Company) costituisce una soluzione particolarmente efficace per accompagnare la decarbonizzazione della GDO, grazie a interventi strutturati di efficienza energetica e gestione dell’energia basati su logiche performance-based. In questo schema, una parte significativa del rischio tecnico e finanziario viene trasferita al fornitore del servizio. Gli EPC (Energy Performance Contract), tipici dei contratti ESCo, legano infatti la remunerazione ai risparmi energetici realmente ottenuti, garantendo risultati misurabili, verificabili e allineati agli obiettivi di sostenibilità del retailer.

Uno dei principali vantaggi per la GDO è la riduzione, se non l’azzeramento, dell’investimento iniziale (CAPEX). Grazie alla struttura finanziaria del modello ESCo, gli interventi di efficientamento energetico e decarbonizzazione possono essere avviati senza ricorrere a risorse proprie, con l’investimento che viene progressivamente recuperato attraverso i risparmi energetici effettivamente generati.

Affidarsi a una ESCo offre inoltre competenze tecniche specialistiche e tecnologie avanzate, dalla fase di diagnosi energetica alla progettazione, realizzazione e manutenzione degli impianti, fino al monitoraggio continuo delle performance. Questo approccio riduce gli oneri gestionali per la GDO e assicura risultati misurabili in termini di riduzione dei consumi, delle emissioni e dei costi operativi.

La struttura contrattuale pay-for-performance e l’uso di sistemi di misurazione e verifica (M&V) consentono di generare dati affidabili e verificabili, utili anche a supportare la rendicontazione ESG e i target di decarbonizzazione nei bilanci di sostenibilità. Questo rende il contributo delle ESCo non solo operativo, ma strategico per l’allineamento alle esigenze normative e di trasparenza richieste da mercati e stakeholder.

I servizi e le soluzioni Edison NEXT per il mondo della GDO

Il passaggio dalla definizione degli obiettivi alla loro effettiva realizzazione rappresenta, oggi, una delle principali sfide del retail sostenibile. Non bastano strategie e impegni formali: servono capacità operative, continuità nell’esecuzione e sistemi in grado di misurare i risultati nel tempo. È in questo contesto che il contributo di partner solidi, con competenze specialistiche, assume un ruolo determinante. Edison NEXT , società del Gruppo Edison che accompagna Aziende e Pubbliche Amministrazioni nel percorso di decarbonizzazione, sostenendo la competitività dell’industria e restituendo valore ai territori, supporta anche le imprese della Grande Distribuzione Organizzata nello sviluppo di percorsi di sostenibilità energetica integrati, progettati sulle caratteristiche specifiche dei singoli punti vendita. Edison NEXT, mettendo a disposizione le sue persone e le sue competenze, costruisce roadmap di decarbonizzazione condivise, concrete ed efficaci, costruite su misura per ogni singola realtà. Una volta definito il percorso, si passa alla progettazione e realizzazione degli interventi i cui investimenti possono essere sostenuti direttamente da Edison NEXT, che è anche in grado di accompagnare la GDO nelle fasi successive di gestione degli impianti e monitoraggio dei risultati, assicurando assistenza e supporto nel tempo. Tali percorsi permettono di ottimizzare i consumi e incrementare l’energia green, riducendo costi ed emissioni.

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